Sfratto esecutivo tempi

E’ nozione comune che per effettuare uno sfratto per morosità in Italia sono necessari tempi molto lunghi e costi molto alti.

Cerchiamo di capire qual’è la causa di temi così lunghi?

La prima fonte di perdita di tempo si registra nella fase di notifica dell’intimazione di sfratto.

In fase di notifica l’intimante è costretto a notificare fino a tre atti.

Seconda perdita di tempo è costituita dalla concessione del termine di grazia.

Il termine di grazia nella pratica consente allo sfrattato di allungare di tre mesi la procedura a spese del padrone dell’immobile.

Ulteriore perdita di tempo si verifica al momento della convalida dello sfratto, il debitore infatti è obbligato a notificare l’atto di precetto per consegna o rilascio.

La necessità di notificare l’atto di precetto comporta una duplice perdita di tempo da una parte il tempo necessario alla notifica e dall’alto i dieci giorni che devono trascorrere tra il giorno delle notifica e la data in cui può essere iniziata l’esecuzione.

Come se non bastasse dopo la notifica dell’atto di precetto l’intimante è costretto a notificare un ulteriore atto a mezzo ufficiale giudiziario: il preavviso di rilascio.

Quest’atto nella pratica si risolve in una duplicazione dell’atto di precetto con annessa perdita di tempo per il perfezionarsi della notifica e giorni intercorrenti tra la data della notifica e quella dell’esecuzione del primo accesso.

Terminata tutta questa trafila l’ufficiale giudiziario inizia ad effettuare gli accessi.

Purtroppo per la liberazione dell’immobile sono necessari numerosi accessi e tra un accesso e l’altro si trascorre almeno un mese.

Medesime problematiche si registrano nella procedura di sfratto per finita locazione.

Alla luce di tutto ciò è evidente che sarebbe necessaria una profonda riforma del procedimento di sfratto.

L’ingiustizia fiscale

Il paradosso della procedura è che a fronte di lunghissimi è prevista una tassazione assolutamente iniqua.

Un grandissima ingiustizia è rappresentata dalla circostanza che il padrone dell’immobile, soggetto al pagamento di salatissime imposte sull’immobile (IMU, TASI, TAR ecc.) nel momento in cui ha necessità di effettuare uno sfratto per morosità è costretto a farsi carico delle tasse del giudizio, in particolare del contributo unificato.

Tempi del recupero crediti

Tempi ancora maggiori sono necessari per procedere al recupero crediti relativo alle mensilità non pagate.

Una volta ottenuto il decreto ingiuntivo infatti è necessario avviare una procedura di pignoramento.

Tra il tempo necessario alla notifica di un pignoramento presso terzi e il tempo necessario ad ottenere l’assegnazione delle somme da parte del Giudice molto spesso trascorre un anno.

Per non parlare dell’eventuale avvio di una procedura di pignoramento immobiliare che richiede molti anni per giungere ad una conclusione.

A questo punto si comprende per quale ragione la maggior parte dei proprietari rinuncia al recupero crediti in relazione alle mensilità di affitto non pagate.

 

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