Le differenti procedure concorsuali

Nel nostro ordinamento sono presenti numerose procedure concorsuali che si differenziano per le modalità di liquidazione del patrimonio aziendale.

Tutte le procedure concorsuali sono ugualmente disastrose per i creditori e rappresentano un fallimento dell’azione di recupero crediti.

Un’azione di recupero crediti efficace evita l’innescarsi di procedure fallimentari dai tempi infiniti e dal costo esorbitante.

Il compenso del curatore fallimentare difatti è la prima (e spesso l’unica) voce del passivo che si riesce a soddisfare con il ricavato della procedura.

L’avvio di una procedura concorsuale sospende automaticamente ogni procedura di pignoramento avviate dei singoli creditori.

Pertanto tutti i pignoramenti immobiliari, pignoramenti presso terzi o di veicoli intrapresi dai creditori perdono automaticamente di efficacia.

Diversamente dal fallimento le altre procedure non richiedono la notifica di un decreto ingiuntivo oppure di un atto di precetto.

Il fallimento

Il fallimento è la più nota delle procedure concorsuali e prevede la completa liquidazione del patrimonio aziendale a beneficio dei creditori.

Molto (troppo spesso) il fallimento ha solo l’effetto di liquidare l’azienda, senza tentare la prosecuzione dell’attività aziendale, salvando i relativi posti di lavoro.

La Liquidazione coatta amministrativa

La liquidazione coatta amministrativa è una procedura che si adopera per le imprese di maggiore dimensione che svolgono un ruolo di rilievo nel sistema economico (banche e assicurazioni su tutte).

Organi della procedura sono il Commissario liquidatore e il Comitato di sorveglianza.

Obiettivo della procedura è la liquidazione ordinata del patrimonio aziendale senza lasciare privi di tutela un gran numero di consumatori che intrattengono rapporti con l’azienda in stato di insolvenza.

Conclusione naturale della procedura di liquidazione è la cessione dell’azienda in crisi mantenendo conseguentemente invariati i livelli occupazionali e salvaguardando i consumatori.

Il concordato preventivo

Il concordato preventivo è una procedura concorsuale cui può ricorrere un’azienda in possesso dei requisiti per essere dichiarata fallita la quale si trovi in uno stato di crisi.

Se sceglie di seguire tale strada l’imprenditore che versa in uno stato di crisi propone ai suoi creditori un accordo in forza del quale l’indebitamento aziendale viene ristrutturato e i creditori vengono soddisfatti in qualsiasi forma.

Siccome del corso del concordato il debitore non perde la disponibilità dei propri beni, per tale ragione il commissario giudiziale ha poteri meno incisivi rispetto al curatore fallimentare.

Il commissario giudiziale ha funzioni di coordinamento e controllo su tutta l’attività svolta dal debitore, collaborando con quest’ultimo nella gestione dell’attività di impresa e nell’esecuzione degli obblighi concordatari.

Il concordato fallimentare

Il concordato fallimentare è una procedura concorsuale diretta a raggiungere un accordo tra i creditori per il riparto dell’attivo derivante dalla procedura concorsuale.

La proposta di concordato viene esaminata dal Giudice previo parere del comitato dei creditori e del curatore fallimentare.

In caso di approvazione da parte del comitato dei creditori la proposta riceve l’omologata dal Tribunale previo controllo di mera legalità.

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