La prescrizione dei crediti rappresenta uno degli aspetti più delicati e, allo stesso tempo, più sottovalutati nella gestione dei crediti commerciali e professionali. Molte aziende e studi professionali si concentrano sulle modalità operative del recupero crediti, trascurando però un elemento essenziale: il tempo. Il decorso del termine di prescrizione può infatti trasformare un credito pienamente esigibile in un diritto non più tutelabile in sede giudiziale.
Comprendere la prescrizione dei crediti significa conoscere non solo i termini previsti dalla legge, ma anche le regole che disciplinano la decorrenza, l’interruzione e la sospensione della prescrizione stessa. Un errore di valutazione, un’omissione o un semplice ritardo possono determinare la perdita definitiva del credito, indipendentemente dalla sua fondatezza o dalla documentazione disponibile.
Questo articolo fornisce una guida completa e aggiornata al 2026 sulla prescrizione dei crediti, con un approccio pratico ma giuridicamente rigoroso, pensato per chi gestisce crediti in ambito aziendale o professionale e desidera tutelare in modo efficace il proprio diritto alla riscossione.

Cos’è la prescrizione dei crediti e quale funzione svolge nel sistema giuridico
La prescrizione dei crediti è l’istituto giuridico attraverso il quale l’ordinamento stabilisce un limite temporale entro cui il creditore deve esercitare il proprio diritto. Trascorso tale termine, il diritto non si estingue automaticamente, ma diventa improduttivo di effetti giuridici qualora il debitore eccepisca la prescrizione.
Il fondamento normativo della prescrizione si rinviene negli articoli 2934 e seguenti del Codice Civile. La ratio dell’istituto risiede nell’esigenza di garantire certezza nei rapporti giuridici, evitando che situazioni di debito possano rimanere indefinite nel tempo. Dal punto di vista operativo, ciò comporta che il creditore deve agire con diligenza e tempestività per conservare il proprio diritto.
È importante sottolineare che la prescrizione dei crediti non coincide con la decadenza. Mentre la decadenza opera automaticamente allo spirare del termine, la prescrizione deve essere eccepita dal debitore. Tuttavia, nella pratica del recupero crediti, affidarsi alla mera inerzia del debitore costituisce un rischio significativo.
I termini di prescrizione dei crediti nel 2026: disciplina generale ed eccezioni
Il termine ordinario di prescrizione decennale
La regola generale stabilita dall’articolo 2946 del Codice Civile prevede che i diritti di credito si prescrivano in dieci anni, salvo che la legge disponga diversamente. Questo termine si applica alla maggior parte dei crediti di natura contrattuale e commerciale, incluse molte obbligazioni derivanti da rapporti continuativi tra imprese e professionisti.
Il termine decennale decorre dal momento in cui il credito diventa esigibile, ossia dal giorno in cui il creditore può legittimamente richiederne il pagamento.
I termini di prescrizione più brevi previsti dalla legge
Accanto alla prescrizione ordinaria, il legislatore ha previsto termini più brevi per specifiche categorie di crediti, in considerazione della loro natura o della frequenza con cui maturano. Tra i più rilevanti rientrano i crediti soggetti a prescrizione quinquennale, come quelli relativi a prestazioni periodiche, interessi, canoni e alcuni compensi professionali.
Ulteriori termini ridotti possono applicarsi a particolari rapporti obbligatori, come quelli derivanti da forniture di servizi continuativi o da prestazioni di durata limitata. La corretta individuazione del termine applicabile è uno dei passaggi più critici nella valutazione preliminare di un’azione di recupero crediti.
Decorrenza della prescrizione: quando inizia a decorrere il termine
Uno degli aspetti più complessi della prescrizione dei crediti riguarda l’individuazione del momento iniziale del termine. In linea generale, la prescrizione decorre dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere, ossia dal momento in cui il credito diventa esigibile.
Nel caso delle fatture commerciali, ciò coincide generalmente con la data di scadenza indicata nel documento. Tuttavia, in presenza di clausole contrattuali, contestazioni, sospensioni del pagamento o condizioni sospensive, la decorrenza può subire variazioni rilevanti.
Una valutazione errata del dies a quo può compromettere l’intera strategia di recupero crediti, rendendo indispensabile un’analisi giuridica accurata del rapporto sottostante.
Interruzione e sospensione della prescrizione: differenze e conseguenze pratiche
La prescrizione non è un fenomeno statico. L’ordinamento prevede una serie di eventi che possono incidere sul decorso del termine, distinguendo tra interruzione e sospensione.
L’interruzione della prescrizione comporta l’azzeramento del tempo già trascorso e la ripartenza del termine per intero. Si verifica, tra l’altro, mediante atti formali con cui il creditore manifesta la volontà di far valere il proprio diritto, come una diffida ad adempiere o l’introduzione di un’azione giudiziale.
La sospensione, invece, determina un mero congelamento del termine per la durata dell’evento sospensivo, al termine del quale il conteggio riprende dal punto in cui era stato interrotto.
Nel recupero crediti, la corretta gestione degli atti interruttivi rappresenta uno degli strumenti più efficaci per preservare la possibilità di agire, soprattutto in presenza di crediti datati.
Prescrizione dei crediti commerciali, professionali ed erariali: differenze rilevanti
Non tutti i crediti sono soggetti alle stesse regole. I crediti commerciali tra imprese e professionisti seguono generalmente la disciplina civilistica ordinaria, mentre i crediti erariali e contributivi sono regolati da normative speciali e da un articolato corpus giurisprudenziale.
Nel corso degli ultimi anni, anche a seguito di interventi normativi straordinari, sono emerse discipline differenziate per talune categorie di crediti pubblici, con sospensioni e proroghe dei termini che rendono necessaria una verifica puntuale caso per caso.
Per chi opera nel recupero crediti, la distinzione tra credito privato e credito di natura pubblicistica è essenziale, poiché incide direttamente sulla strategia e sui tempi di intervento.
L’impatto della prescrizione sulla strategia di recupero crediti
Dal punto di vista operativo, la prescrizione dei crediti non è un mero dato teorico, ma un elemento strategico che incide su ogni fase del recupero. Un credito prossimo alla prescrizione richiede un approccio diverso rispetto a un credito recente, sia in termini di strumenti utilizzabili sia di priorità di intervento.
Nella pratica professionale, non è raro imbattersi in situazioni in cui crediti economicamente rilevanti risultano ormai difficilmente recuperabili a causa di una gestione passiva o disorganizzata delle scadenze. In questi casi, l’assenza di atti interruttivi tempestivi rappresenta spesso la causa principale della perdita del diritto.
Come evitare la prescrizione dei crediti: approccio preventivo e gestione strutturata
Prevenire la prescrizione dei crediti richiede un sistema di gestione attivo e consapevole. Monitorare le scadenze, intervenire con solleciti formalizzati e valutare tempestivamente l’avvio di procedure stragiudiziali o giudiziali consente di preservare il valore del credito e aumentare le probabilità di recupero.
Un approccio preventivo non solo riduce il rischio di prescrizione, ma consente anche di ottimizzare i costi del recupero crediti, evitando interventi tardivi e spesso inefficaci.
La prescrizione come elemento decisivo nella tutela del credito
La prescrizione dei crediti rappresenta un limite invalicabile per il recupero giudiziale e, proprio per questo, deve essere considerata una priorità nella gestione dei crediti insoluti. Conoscere i termini applicabili, intervenire tempestivamente e affidarsi a una valutazione professionale consente di trasformare il fattore tempo da rischio a strumento di tutela.
Una gestione consapevole della prescrizione non solo protegge il diritto di credito, ma rafforza la solidità finanziaria dell’impresa e la sostenibilità dell’attività professionale nel medio e lungo periodo.
L’Avvocato Luca Pompei è il CEO di Rescos SPA, uno studio di avvocati specializzato nel recupero crediti. La filosofia di Rescos è quella di offrire un servizio di recupero crediti completamente gratuito per il creditore, senza alcun costo aggiuntivo. Non ci sono spese di apertura pratica, nessuna percentuale sul credito recuperato e nessun anticipo richiesto.
Laureato con lode presso l’Università di Roma La Sapienza, si è immediatamente orientato verso la professione forense dopo il percorso universitario. Abilitato all’esercizio della professione forense all’età di 26 anni, l’Avv. Luca Pompei offre consulenza legale in vari ambiti del diritto civile e commerciale.
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