Il procedimento per le notifiche

Le notifiche sono un procedimento giuridico per mezzo del quale un atto viene reso conoscibile al destinatario dello stesso.

Il procedimento di notifica può essere effettuato a mezzo posta, a mezzo PEC oppure a mezzo UNEP.

Le notifiche sono un passaggio fondamentale in una procedura di recupero crediti giudiziale in quanto la mancata notifica di un decreto ingiuntivo entro 60 giorni dall’emissione comporta la sua inefficacia.

Nel caso in cui il decreto non sia stato ritualmente notificato il Giudice non concederà mai la definitiva esecutività dello stesso.

Nel recupero crediti il perfezionarsi della notifica impedisce anche la prescrizione dei crediti.

a mezzo UNEP

L’UNEP è l’ufficio presente in ogni Tribunale competente ad effettuare le notifiche degli atti giudiziari, oltre che ad eseguire pignoramenti e protesti.

Nel caso si decida di effettuare la notifica a mezzo UNEP quest’ultima verrà effettuata dall’ufficiale giudiziario.

a mezzo PEC

In alternativa la notifica può essere effettuata a mezzo PEC (posta elettronica certificata)

Condizione necessaria per procedere alla notifica a mezzo PEC è che il destinatario disponga di un indirizzo attivo e inserito in uno dei pubblici registri indicati dalla legge.

a mezzo posta

Infine le notifiche possono essere effettuate a mezzo posta.

Un avvocato per poter effettuare una notifica a mezzo posta deve essere a ciò specificamente abilitato dal consiglio dell’ordine presso il quale è iscritto.

Le notifiche ex art. 143 c.p.c.

Nel caso in cui un soggetto si renda irreperibile, le legge comunque consente di notificare un atto.

Qualunque atto può essere notificato ai sensi dell’art. 143 c.p.c. una sentenza, un decreto ingiuntivo esecutivo, un atto di precetto e un atto di pignoramento presso terzi e così via.

L’unico atto che non può essere notificato all’irreperibile è la citazione per lo sfratto per morosità oppure per lo sfratto per finita locazione.

Nel caso in cui non si riesca a notificare l’atto di intimazione allo sfrattato, non si potrà ricorrere al procedimento di sfratto, ma si dovrà intraprendere un ordinario giudizio di cognizione per ottenere la liberazione dell’immobile.

 

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