Idee per la prevenzione

Prevenire è meglio che curare, in nessun settore come in quello del recupero crediti questo vecchio detto rappresenta un regola aurea.

Se venisse attuata una politica di prevenzione sistematica a parte delle singole imprese e degli enti pubblici il numero di insoluti calerebbe in maniera drastica.

Vediamo alcune semplici regole di prevenzione che se applicate dai privati e dalle istituzioni pubbliche potrebbero ridurre di molto il problema del recupero crediti in particolare di quello giudiziale.

Rimedi per i singoli

Le aziende, attuando poche semplici regole di prevenzione potrebbero ridurre di molto il problema degli insoluti aziendali.

Prima regola: effettuare sempre indagini patrimoniali sui nuovi clienti.

Seconda regola: non esporsi mai in maniera esagerata nei confronti di un singolo cliente, contenendo l’esposizione nei confronti del singolo cliente ad una somma sempre inferiore al 5% del fatturato complessivo dell’azienda.

Terza regola: richiedere sempre garanzie al cliente che richiede merce a credito oppure, in alternativa, stipulare un’assicurazione sui crediti.

Attuando queste poche semplici regole l’azienda si porrebbe al riparo dai gravi insoluti che possono compromettere la sua esistenza.

Rimedi sistemici

Più volte abbiamo specificato che il problema del recupero crediti non è un problema che riguarda solo i singoli, ma è problema di ordine pubblico economico.

Alla luce di tale innegabile evidenza le pubbliche amministrazioni dovrebbero intraprendere tutte una serie di misure per ridurre al minimo tale problematica.

Anagrafe dei cattivi pagatori

Misura di prevenzione particolarmente efficace sarebbe la pubblicazione di un albo pubblico dei cattivi pagatori, ovvero di un elenco consultabile da tutti che indichi i riferimenti dei soggetti che sono incorsi in protesti, in procedure di sfratto per morosità, in pignoramenti oppure in procedure concorsuali.

Attualmente esiste solo un registro, tenuto presso le camere di commercio, dove sono elencati i nominativi dei soggetti protestati e niente altro.

Appare evidente i grave deficit informativo per gli imprenditori che devono fare ricorso a società di investigazione private con grande aggravio di costi.

Interdizione bancaria

Ulteriore misura preventiva potrebbe essere il divieto per le banche di intrattenere rapporti con soggetti che risultano avere decreti ingiuntivi (non opposti) non saldati.

Tale sanzione dovrebbe riguardare persone fisiche, persone giuridiche e i soggetti che amministrano le persone giuridiche.

In questo modo, se l’amministratore di una S.r.l. non paga tutti i debiti della propria azienda non potrà più entrare in una banca e richiedere un conto corrente personale.

Appare evidente il forte effetto deterrente di questo tipo di sanzione e l’incentivo a saldare i propri debiti che rappresenterebbe per privati e imprese.

Misure disincentivanti

Dovrebbero inoltre essere eliminati tutti le storture, i paradossi e i conflitti di interesse che rendono le procedure di pignoramento delle corse ad ostacoli.

Quindi: rendere più semplici le notifiche, ridurre i tempi e le tasse ecc.

Infine sarebbe fondamentale rendere fiscalmente più vantaggiose le procedure di recupero crediti sia giudiziali che stragiudiziali.

I cattivi pagatori sanno che attualmente un’azione di recupero ha costi molto elevati, che pochi possono sostenere e per questo le possibilità di non pagare e farla franca sono elevatissime.

Tale circostanza ha un effetto devastante in quanto rappresenta un incentivo a non pagare.

Ulteriore misura necessaria sarebbe l’introduzione di una sanzione penale connessa al mancato pagamento fraudolento dei crediti.

Tali misure sono imprescindibili in un paese che ha di fatto legalizzato la sottocapitalizzazione delle società.

 

 

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