Gli interessi moratori

Gli interessi moratori, pertanto, rappresentano il costo che il debitore deve pagare per il mancato rispetto dei termini temporali di pagamento di un credito.

Ogni somma di denaro produce naturalmente interessi, a tale proposito si parla di naturale fecondità del denaro, tuttavia, nel caso in cui un soggetto non paghi puntualmente un debito la legge prevede che il moroso debba pagare un tasso di interesse più elevato di quello legale.

Calcolo degli interessi moratori

L’ammontare degli interessi moratori non è determinato in misura fissa dalla legge.

Il decreto legislativo n. 231/2002 così come modificato dal D.Lgs. n. 192/2012 prevede che nei rapporti commerciali il tasso di interesse mora sia pari al tasso di riferimento aumentato di otto punti percentuali.

Per i crediti derivanti dalla vendita dei prodotti agricoli e agroalimentari la legge prevede un’ulteriore maggiorazione di quattro punti percentuali.

Il momento dal quale cominciano a decorrere gli interessi moratori coincide con quello della messa in mora che nei crediti commerciali è automatica, invece nelle altre tipologie di crediti è necessario un formale atto di messa in mora ovvero di un sollecito di pagamento.

Proprio alla luce di un tasso di interessi così elevato previsto alla legge, alcune strategie di gestione del credito in alcuni casi prevedono una riscossione molto lenta, al fine di far maturare il maggior numero di interessi.

Tale strategia è adoperata soprattutto nel recupero crediti nei confronti della pubblica amministrazione.

Gli interessi nel recupero crediti

Quando si attiva una procedura di recupero crediti il creditore possa richiedere oltre alla sorte capitale e alle spese legali anche gli interessi moratori.

Quando si deposita un decreto ingiuntivo, pertanto, bisogna aggiungere nel calcolo della somma dovuta gli interessi maturati e richiedere al Giudice la condanna del debitore al pagamento degli interessi fino al momento dell’effettiva pagamento.

La richiesta degli interessi moratori ovviamente influisce sulla quantificazione delle tasse del giudizio e in particolar modo determina un aumento del contributo unificato.

Successivamente all’emissione del decreto ingiuntivo, il creditore deve effettuare una nuova quantificazione degli interessi dovuti al momento della notifica dell’atto di precetto.

Il decorso degli interessi continua per tutta la durata della procedura di pignoramento fino al momento dell’effettivo soddisfo.

Questa è una delle ragioni per cui quando l’ufficiale giudiziario deve pignorare beni aventi un valore superiore all’ammontare del credito per cui si procede.

Se nel mentre sopravviene il fallimento del debitore il maturare degli interessi viene automaticamente congelato.

Inutile dire che l’intervenuta prescrizione del credito determina anche l’estinzione degli interessi maturati.

 

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