Decesso del debitore: cosa succede al credito e chi deve pagare

Accade più spesso di quanto si pensi.

Un cliente smette di rispondere. Non apre le email, il telefono squilla a vuoto, le comunicazioni tornano indietro. Dopo vari tentativi emerge la notizia: il debitore è deceduto.

La prima reazione del creditore è quasi sempre la stessa:
“A questo punto il credito è perso.”

In realtà non è così.

Il decesso del debitore non estingue il debito: cambia semplicemente il soggetto obbligato.

Il rapporto giuridico non si interrompe con la morte. Si trasferisce.
Quello che prima era un rapporto tra creditore e debitore diventa un rapporto tra creditore ed eredi.

È una fase diversa del recupero crediti, non la sua fine.

Nella pratica professionale — come avviene frequentemente nell’attività di Rescos – Avv. Luca Pompei — molti crediti apparentemente chiusi per decesso diventano recuperabili proprio dopo l’apertura della successione, quando emergono beni che prima non erano aggredibili.

Per capire quando e come agire bisogna partire da un punto fondamentale: cosa accade ai debiti nel momento della morte.

I debiti si ereditano davvero?

Quando una persona muore, il suo patrimonio non scompare.
Si trasferisce agli eredi.

E il patrimonio non è composto solo da beni, ma anche da obbligazioni.

Case, conti correnti, terreni, crediti… e debiti formano un’unica massa: l’eredità.
Chi subentra nella posizione del defunto subentra integralmente anche nei suoi rapporti giuridici.

Per il creditore, quindi, il diritto non cambia.
Cambia soltanto il soggetto contro cui esercitarlo.

Il credito resta identico: stessa origine, stesso importo, stessa validità.
Non nasce un nuovo debito, continua quello precedente.

Questo è un passaggio molto importante perché chiarisce un equivoco frequente: il creditore non deve dimostrare nulla di nuovo. Non deve rifare il contratto, né ricostruire la pretesa. Deve semplicemente rivolgersi a chi ha ereditato la posizione del debitore.

Chi paga tra gli eredi

Una delle domande più comuni riguarda la responsabilità: pagano tutti o uno solo?

Dal punto di vista giuridico ogni erede risponde in proporzione alla propria quota ereditaria. Se tre eredi ricevono un terzo ciascuno, ognuno sopporta un terzo del debito.

Tuttavia, nei confronti del creditore la situazione è più semplice: egli può agire anche contro uno solo degli eredi per l’intero importo.
Sarà poi l’erede eventualmente escusso a rivalersi sugli altri per riequilibrare le rispettive quote.

In altre parole, il creditore non è obbligato a inseguire tutti contemporaneamente.
Può rivolgersi a quello economicamente più solido o più facilmente individuabile.

Questo rende il recupero spesso più agevole rispetto alla fase precedente, quando il debitore era unico e incapiente.

Quando gli eredi non pagano

Non sempre l’eredità comporta responsabilità.

Gli eredi hanno tre possibilità: accettare, accettare con limitazione oppure rinunciare.

Se rinunciano all’eredità non diventano debitori. È come se non fossero mai subentrati. Il creditore dovrà verificare se esistono altri chiamati oppure se si apre una procedura diversa.

Se accettano con beneficio d’inventario, rispondono solo nei limiti dei beni ricevuti. Non rischiano il proprio patrimonio personale: il debito viene pagato solo con ciò che proviene dal defunto.

Se accettano semplicemente, subentrano pienamente nella posizione del debitore.

È importante capire che l’assenza immediata di pagamento non significa automaticamente inesigibilità.
Spesso il patrimonio emerge mesi dopo: vendita di un immobile, chiusura di conti, liquidazione di attività. La successione è un processo, non un evento istantaneo.

Come individuare gli eredi

Dal punto di vista operativo, la fase più delicata è capire chi siano i nuovi soggetti obbligati.

Non sempre è immediato. Gli eredi possono trovarsi in città diverse, la successione può non essere ancora formalizzata, oppure esistono rapporti familiari complessi.

Si parte normalmente dal certificato di morte e dallo stato di famiglia storico, che permettono di individuare i primi chiamati all’eredità.
Successivamente si verificano eventuali atti di successione e movimenti patrimoniali.

Questa fase è fondamentale perché il creditore deve indirizzare correttamente le comunicazioni: notificare a soggetti sbagliati può rallentare o compromettere il recupero.

Cosa deve fare il creditore

Il recupero segue un ordine logico preciso.

Prima si verifica la successione, per capire se e a chi il patrimonio è stato trasferito.
Poi si mantiene vivo il credito con atti formali, evitando che il tempo lo estingua.
Successivamente si richiede il pagamento agli eredi individuati.
Infine, se necessario, si procede giudizialmente.

Agire troppo presto o troppo tardi può essere ugualmente inefficace: serve coordinare i tempi del diritto con i tempi della successione.

Entro quanto tempo bisogna muoversi

La morte del debitore non blocca automaticamente la prescrizione.
Il tempo continua a decorrere.

Per questo motivo la gestione tempestiva è importante: anche quando non è ancora possibile agire esecutivamente, il credito deve restare giuridicamente attivo.

Molti crediti si perdono non perché inesigibili, ma perché lasciati inattivi durante la fase successoria.

Conviene sempre agire?

Non tutte le successioni hanno lo stesso valore economico.

SituazioneConvenienza
Presenza di immobilimolto alta
Disponibilità bancariealta
Solo passivitàbassa

La valutazione non dipende dalla morte del debitore, ma dalla consistenza dell’eredità.

Conclusione

Il decesso del debitore non chiude un credito.
Lo trasforma.

La posizione si sposta su altri soggetti e spesso si apre una fase più favorevole al recupero, perché il patrimonio diventa visibile e definito.

Il punto non è quindi abbandonare la pretesa, ma gestire correttamente il passaggio successorio: individuare gli eredi, mantenere vivo il diritto e agire quando la situazione patrimoniale lo consente.

È in questa fase che molti crediti, ritenuti persi, tornano concretamente esigibili.

CEO at Rescos SpA |  + posts

L’Avvocato Luca Pompei è il CEO di Rescos SPA, uno studio di avvocati specializzato nel recupero crediti. La filosofia di Rescos è quella di offrire un servizio di recupero crediti completamente gratuito per il creditore, senza alcun costo aggiuntivo. Non ci sono spese di apertura pratica, nessuna percentuale sul credito recuperato e nessun anticipo richiesto.

Laureato con lode presso l’Università di Roma La Sapienza, si è immediatamente orientato verso la professione forense dopo il percorso universitario. Abilitato all’esercizio della professione forense all’età di 26 anni, l’Avv. Luca Pompei offre consulenza legale in vari ambiti del diritto civile e commerciale.

Rescos S.p.a. IconRescos S.p.a.

Via Adriano Fiori, 32/B, Roma

4,6 114 reviews

  • Avatar Giulio Bolici ★★★★★ 3 mesi fa
    Ottima società di recupero del credito! Mi sono affidato per un recupero di fatture non pagate di circa 15 mila euro che sono stati recuperati in pochi mesi! Consigliatissimo
  • Avatar Andrea Cardillo ★★★★★ 5 mesi fa
    Dopo tante delusioni, finalmente una svolta vera nel recupero crediti. Dopo essermi affidato a professionisti tradizionali e a varie agenzie, con risultati spesso deludenti o poco concreti, ho finalmente trovato in Rescos un partner serio, … More efficace e soprattutto umano. La loro competenza si è rivelata subito evidente, e il valore aggiunto è stata senza dubbio Marilena, la mia referente.
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    Per chi cerca un’agenzia che metta insieme professionalità, efficienza e rapporto umano, Rescos (con Marilena in prima linea) è una scelta che fa la differenza.
  • Avatar Placido Marrapodi ★★★★★ un anno fa
    Il migliore studio legale con il quale abbia lavorato. Marilena Catanesi segue tutti i miei casi con premurosa precisione e percentuale di successi del 100%
  • Avatar Gianni Salvati ★★★★★ un anno fa
    Offrono un servizio eccellente. Per me il top
  • Avatar Lorenzo ★★★★★ un anno fa
    Luca mi ha assistito per un credito che non riuscivo a farmi pagare da un cliente. Ho rivisto il 100% della somma, senza commissioni o spese. Altri avvocati in passato invece hanno preso una bella commissione. Totalmente soddisfatto.

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