Gli accessi dell’Ufficiale Giudiziario

A molti di noi sarà capitato di trovarsi nella condizione di aver affittato un appartamento e ad un certo punto di avere un inquilino che smette di pagare il canone di locazione.

Spesso, in queste situazioni, ci si trova costretti a rivolgersi ad un avvocato, in quanto la legge prevede in questi casi la possibilità di risolvere il contratto solo rivolgendosi al giudice.

Orbene in questi casi l’inquino viene a scoprire le stranezze del sistema di giustizia italiano.

Innanzi tutto, si scopre che, per il liberare un immobile, è necessario rivolgersi ad un Giudice ed ottenere un provvedimento di convalida dello sfratto.

Tuttavia questo non basta perché, dopo che il processo si è chiuso positivamente, il cittadino deve iniziare un secondo processo, il processo esecutivo.

Seppure ha ottenuto un provvedimento di un giudice che ordina il rilascio dell’immobile, ciò non è sufficiente.

Gli accessi

Lo stato italiano infatti non mette in esecuzione i provvedimenti autonomamente, ma chiede al cittadino di attivarsi nuovamente e compiere tutta una serie di notifiche di atti.

Questo ovviamente comporta che i costi della procedura sono interamente a carico del proprietario.

Tali notifiche fanno perdere tantissimo tempo al proprietario e sono poste solo a garanzia del conduttore.

Pertanto, dopo aver richiesto le copie esecutive del provvedimento, queste dovranno essere consegnate all’ufficiale giudiziario assieme all’atto di precetto affinché quest’ultimo provveda alla notifica.

Ma ciò non è ancora sufficiente!

Se la notifica dell’ordinanza e del precetto va a buon fine, sarà possibile consegnare all’ufficiale giudiziario il preavviso di rilascio, da notificare al conduttore.

Ma a questo punto l’immobile non sarà ancora liberato, in quanto sarà necessario verificare il buon esito della notifica del preavviso di rilascio.

Dopo la notifica degli atti di cui sopra il proprietario dovrà consegnare nuovamente l’ordinanza, il precetto e il preavviso di rilascio all’ufficiale giudiziario affinché provveda ad eseguire fisicamente l’accesso.

E qui la vera beffa del sistema giudiziario: il proprietario è convinto che finalmente rientrerà in possesso del proprio appartamento, ma si sbaglia.

Il primo accesso

Infatti il primo accesso fissato dall’ufficiale giudiziario, generalmente, non viene eseguito.

Proprio così: il giorno fissato per l’accesso, l’ufficiale molto spesso non si reca presso l’appartamento, ma redige un verbale in cui darà atto dell’esito negativo dell’accesso, rinviando il tutto ad altra data.

A questo punto, saranno necessari 3 o 4 accessi da parte dell’ufficiale giudiziario prima dell’effettiva liberazione dell’immobile.

Da quando il cittadino avrà avviato la procedura di sfratto saranno passati, nella migliore delle ipotesi, 6 o 7 mesi, ma generalmente le tempistiche sono molto più lungo.

Auspichiamo pertanto, che questa prassi perseguita da molti uffici notifiche  venga abbandonata in favore di una procedura di rilascio più snella e rapida.

Ringraziamo, infine, i tanti ufficiali giudiziari che invece intervengono prontamente e danno pienamente esecuzione ai provvedimenti dei Tribunali a tutela delle ragioni dei cittadini.

 

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