Il Fallimento delle aziende

Il fallimento è la più traumatica delle procedure concorsuali previste dal nostro ordinamento.

Nell’ambito del recupero crediti l’avvio di una procedura concorsuale rappresenta sempre un insuccesso in quanto molto difficilmente sarà possibile il recupero integrale del credito.

Per questa ragione, in una strategia efficace di gestione del credito la presentazione di un istanza di fallimento rappresenta solamente un’arma di ricatto.

Tale arma di ricatto è particolarmente efficace in quanto rappresenta il presupposto per l’applicazione di una serie di sanzioni penali connesse ai reati di bancarotta fraudolenta e semplice.

Il tentativo di recupero giudiziale

Per poter avviare un procedura fallimentare è necessario che il creditore abbia tentato il recupero giudiziale del credito.

Prima di dichiarare il fallimento di un imprenditore, il Giudice richiederà che sia stato notificato un decreto ingiuntivo, un atto di precetto e tentata un procedura di pignoramento.

Non è rilevante quale delle procedure di pignoramento sia stata tentata: pignoramento immobiliare, pignoramento presso terzi oppure di pignoramento degli autoveicoli.

L’unica cosa rilevante è aver attivato l’ufficiale giudiziario senza successo.

Non è sufficiente aver inviato un semplice sollecito di pagamento oppure aver tentato un recupero crediti stragiudiziale.

Requisiti per la dichiarazione di fallimento

Non tutti i soggetti possono essere assoggettate a fallimento.

Quando si effettua un’azione di recupero crediti nei confronti di un consumatore per esempio non si potrà presentare un’istanza di filamento in quanto tale procedura è riservata ai soli imprenditori.

In primo luogo è necessario che il soggetto da dichiarare fallito sia un imprenditore commerciale.

In secondo luogo è necessaria la sussistenza di alcuni requisiti dimensionale, sarebbe antieconomico infatti avviare una procedura luna e complessa come un fallimento per una società di piccolissime dimensioni.

Per la dichiarazione di fallimento è necessaria la presenza di almeno uno dei seguenti requisiti:

a) nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, aver avuto un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo superiore ad euro trecentomila;

b) aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo superiore ad euro duecentomila;

c) la presenza di un ammontare di debiti anche non scaduti superiore ad euro cinquecentomila.

Per incardinare la procedura il creditore dovrà pagare le tasse del giudizio, ovvero un contributo unificato calcolato in misura fissa in 98,00 €.

Ulteriori requisiti

Non tutte le agenzie di recupero crediti possono avviare una procedura concorsuale.

Il creditore di fatti per presentare un’istanza di fallimento deve avvalersi di un’avvocato oppure di una società tra avvocati con nel nostro caso.

Ulteriore requisito per la dichiarazione di fallimento è che il debitore abbia debiti scaduti pari almeno a 30.000,00 €.

Il recupero dei crediti da lavoro

Per poter accedere al fondo di garanzia INPS per il recupero degli stipendi non pagati e del TFR è necessario che il lavoratore abbia presentato un’istanza di fallimento dei confronti del datore di lavoro.

Nel caso in cui il lavoratore non si sia mosso in questo senso l’INPS non permetterà l’accesso al fondo di garanzia.

 

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